Un giubileo nel giubileo!

02
Apr

La congregazione celebra i 75 anni dall’approvazione pontificia

Ci sono tappe nella vita delle persone, delle famiglie e dei gruppi che consideriamo “straordinarie”, e pertanto in maniera altrettanto straordinaria sono celebrate. E così un compleanno con il conto tondo, un anniversario di matrimonio o di professione religiosa, un evento significativo della nostra vita coinvolgono nella festa persone care ed amiche! Anche a livello ecclesiale non tutti i tempi sono uguali: oltre alle fasi liturgiche annuali stiamo vivendo l’anno santo, che la chiesa propone ogni 25 anni.

In una congregazione ci sono ricorrenze significative che richiamano l’esperienza umana e spirituale del primo nucleo di sorelle, che intorno ad un ideale dilata i confini geografici e non solo, dato che la prima intuizione non è più rivolta solo a donne che consacrano la propria vita con i voti religiosi, ma si allarga ad amiche ed amici che ne condividono il messaggio originario. Vicende che si snodano nel tempo e costruiscono la storia.

Per noi suore Orsoline la storia è iniziata nel lontano 1907, quando le condizioni storiche e il contesto circostante parlava di esiguità e limite: il numero delle sorelle, le situazioni economiche, le condizioni socio-culturali che non offrivano tante possibilità… Tutto era esiguo, se non la grande fede e la speranza che animava quel primo gruppetto di donne, determinate a resistere ad ogni contrarietà. Ed anche se le opposizioni non sono mancate, la storia ha riconosciuto la congregazione delle suore Orsoline con quella che è definita l’approvazione pontificia, arrivata il 25 marzo 1950, ragion per cui la nostra Famiglia religiosa celebra in questo 2025 il giubileo di congregazione, tappa che raccoglie l’esperienza intensa e gioiosa di 118 anni di storia e 75 da tale approvazione, che significa riconoscimento ufficiale da parte della Chiesa.

È stato lungo l’iter che ha portato prima all’approvazione diocesana, datata 1941, e poi a quella pontificia: un percorso caratterizzato da attese, orazioni e veglie notturne sostenute da profonda convinzione che la meta sarebbe stata raggiunta. Nulla poteva smorzare la determinazione nell’ottenere la conferma, perseguita con un coraggio che non esitava a rivolgersi a vescovi, cardinali fino al papa stesso. Di fronte alla “grazia della santa approvazione” la fiducia in Dio non è mai venuta meno.

Quando l’8 settembre 1941 il vescovo di Vicenza mons. Ferdinando Rodolfi riceve dalla Sacra Congregazione la facoltà di riconoscere la Congregazione religiosa con il titolo di “Suore Orsoline del Sacro cuore di Maria”, possiamo solo immaginare quale sia stata la festa e l’esultanza. Rimaneva tuttavia aperta un’altra meta, che arriva nove anni dopo: ed ecco il 1950, quando le suore Orsoline sono riconosciute come congregazione di diritto pontificio, con Decreto della Sacra Congregazione per i Religiosi. E siamo qui a festeggiare i 75 anni, un giubileo nel giubileo!

La speranza è il grande tema che anima il giubileo della chiesa universale, quindi il nostro giubileo particolare non poteva avere altro tema che Pellegrine di speranza con madre Giovanna. Sembra un titolo dettato da poca fantasia, ma in realtà non potevamo ignorare il coraggio e la speranza che hanno accompagnato le nostre prime sorelle a queste approvazioni! E noi siamo sollecitate a vivere il nostro giubileo “per stare allegre e ringraziare l’infinita bontà di Dio e animarci ancora a grandi speranze”, come scrisse madre Giovanna in una lettera del luglio 1908. La speranza è una parola che ritorna: tema del nostro ultimo Capitolo generale, Sorelle in un popolo che invoca coraggio e speranza, tema dell’anno santo 2025, Pellegrini di speranza, ed ora anche del nostro giubileo particolare. Perché questa insistenza sulla parola speranza? Mai come oggi tutti vorremmo sperare qualcosa di diverso per noi e per il mondo: ce lo suggeriscono immagini di scontri, notizie desolanti di devastazioni, conflitti che spaccano il cuore delle persone. Non ignoriamo tanta umanità che soffre. Che fare?

Quel filo ininterrotto di speranza e di fiducia che ha sostenuto madre Giovanna e le prime sorelle deve continuare ad animare anche noi e l’intera Famiglia carismatica: loro in un secolo turbolento hanno avuto l’audacia di credere in ciò che ancora non si vedeva, come scriveva la Fondatrice nel 1906: “Il Signore certo ha veduto nella sua infinita bontà quello che non vediamo noi”. Anche se oggi diventa difficile parlare di speranza, ne abbiamo un grande bisogno!

Vivere un giubileo con il giubileo della chiesa universale è per tutti noi il dono di attingere alle fonti autentiche della fede e della speranza delle nostre madri e dei nostri padri, che prima di noi hanno creduto e sperato. Ma è soprattutto impegno e costanza nel vivere la forza che infondono questi valori e condividerla.

Come congregazione ci siamo proposte di vivere il giubileo dando risalto agli eventi consueti della nostra tradizione, con iniziative che ne diano il giusto risalto. Gli appuntamenti che seguono sono proposte di incontro per celebrare e ringraziare, che vogliamo vivere unite a tutte le amiche ed amici che ci seguono anche dalle pagine di Vita Nuova. Buon giubileo a tutte e a tutti.

Madre Maria Luisa Bertuzzo