Nella Speranza

01
Ott

Il ricordo di suor Giuliana Vilma Armellin (sotto a sinistra)

Sr. Giuliana ha concluso la sua vita terrena in un giorno significativo, la festa di santa Maria Maddalena, la discepola che incontrò il Signore Risorto chiamandolo Rabbunì, Maestro! Anche lei ha incontrato il Signore Risorto, “il maestro dell’anima mia” avrebbe detto madre Giovanna, dopo una vita piena, che l’ha vista fedele e sempre pronta a tutti gli appuntamenti, da quello liturgico quotidiano a quelli legati ai suoi compiti, fino all’ultimo tempo, prima della breve malattia finale.

Del grande patriarca Abramo la Scrittura dice che morì “sazio di giorni”. È un’immagine eloquente per dire la vita di sr. Giuliana, Vilma Armellin: era nata a San Donà di Piave nel 1925, ed era entrata nell’Istituto nel ’48, diventandovi appartenente nella radicalità della professione perpetua nel 1957.

Ha attraversato con il suo stile inconfondibile quasi un secolo di storia, prestando con passione un servizio attento e premuroso in diverse attività e luoghi, esprimendo sempre finezza e nobiltà d’animo. Fin dai primi anni, dopo la formazione vissuta a Breganze, la troviamo presente nelle parrocchie di Montecchio Precalcino, Vallonara e Poleo di Schio. Dopo la professione perpetua a Madonnetta di Sarcedo, Almisano, a Vicenza in via Mure Corpus Domini, al Villaggio del Sole e nell’attuale casa di san Francesco Vecchio. Dopo queste tappe vicentine ha vissuto un periodo, a più riprese, in provincia di Como – a Torno e Carate Urio – tornando poi nel vicentino a Piana di Valdagno e in seguito a Gallio e a Costabissara, fino a quando lei stessa espresse il desiderio di “tornare a casa”, non tanto per entrare nella fase dell’inattività, quanto piuttosto per godere di ritmi più tranquilli.

Donna di preghiera dalla fede concreta, diceva di aver scelto la congregazione delle suore Orsoline, dopo aver conosciuto altri istituti, per lo spirito semplice e di servizio. E lo ha manifestato con la sua vita nel compito educativo, pastorale e anche nella vicinanza ai malati. Una sorella affettuosa, dotata di umanità: nelle collaborazioni lavorative come nel rapporto con le consorelle, manifestava accoglienza e premura, incoraggiamento e sostegno, caratterizzati da un tratto intelligente pronto ad accompagnare e consigliare.

Certamente l’incontro di suor Giuliana con il Signore della vita porterà a pienezza tutto il bello che ha desiderato, curato e cercato, con la passione della Maddalena nel giardino della risurrezione.

Il ricordo di suor Matilde Rina Soso (sopra a destra)

Scriveva madre Giovanna, nostra fondatrice: “Coraggio amatissima sorella – è un monte alto da salire – ma il cammino sarà leggero e soave se saremo unite al nostro diletto Sposo Gesù”. E sr. Matilde venerdì 18 luglio, a sera, ha conquistato la vetta di questo monte alto. E non sempre il cammino si è rivelato leggero e soave, perché la sua scalata è stata lunga ed ha conosciuto il tempo della fatica e della sofferenza, attraversata per lunghi anni e accresciuta nella fase finale.

Il suo itinerario di vita era iniziato a Locara nel 1934, la terra delle origini portata nel cuore ed amata, insieme ai sani principi radicati nella concretezza della vita, all’autenticità delle relazioni, agli affetti per familiari e parenti, rimasti inalterati nel tempo. La Congregazione delle Suore Orsoline l’ha accolta nel 1952. Da allora Rina Soso ha iniziato un percorso di fede semplice ed essenziale che l’ha portata all’appartenenza definitiva, con il nome di sr. Matilde, nel 1960.

Una vita laboriosa la sua, intessuta di servizio attento, di lavoro responsabile, di impegno serio; con vari servizi è stata presente in diverse comunità del nord Italia: da Lupia a Grugliasco nel torinese, dalla casa di spiritualità di Costabissara, a Vicenza, da Montecchio Precalcino a Vallonara, da Giavenale a Piana di Valdagno, da Pressana a Poleo, e a più riprese a Breganze, dove ha concluso l’ultimo tratto di strada, sostenuta e curata con premura dalle consorelle e dal personale sanitario.

Suor Matilde è stata una donna aperta alle relazioni: nella sua azione di servizio educativo e pastorale si intratteneva in maniera schietta e cordiale con le persone, mostrando un cuore generoso e disponibile all’aiuto. Una suora intelligente, dedita alla lettura che alimentava la sua fede e all’aggiornamento, finché le facoltà l’hanno sostenuta. Piacevole nel tratto, amava la battuta scherzosa che esprimeva espansività e amicizia, conservando al contempo riservatezza e discrezione.

Nel gennaio del 1960 scrisse la sua domanda di appartenenza totale alla nostra Famiglia religiosa, con la professione perpetua. E la concluse con queste parole: “Chiedo al Signore la grazia di essergli fedele fino alla morte”. A 60 anni di distanza diciamo grazie al Signore per questa fedeltà, nella ricorrenza giubilare che sr. Matilde celebrerà in cielo con tutta la comunità delle consorelle e con i familiari che l’hanno preceduta nell’assemblea dei santi.

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